Il sogno di un neutrone

A volte, come dice Sant’Agostino, occorre anche insegnare: “Spogliandovi della menzogna, dite la verità ciascuno al suo prossimo, poiché siamo membra l’uno dell’altro.”. E inoltre, i sogni di un neutrone possono essere una metafora dei nostri sogni.

(La pittura di De Chirico è stata definita come “una scrittura di sogni”. Nella foto, Ettore e Andromaca)

Per quanto possa sembrare strano a molti, anche noi neutroni abbiamo un’anima, se vogliamo metterla sul piano trascendentale, una coscienza se vogliamo rimanere su un piano più terreno. E abbiamo anche dei desideri. Come tutti, ci sono cose che ci piacciono di più e cose che ci piacciono di meno, cose che facciamo volentieri e cose che facciamo malvolentieri, sogni e aspirazioni riguardo al futuro e magari soddisfazioni o rimpianti relativamente al passato. E ovviamente non siamo mica tutti uguali, le preferenze, i sogni e le aspirazioni sono diverse da uno all’altro di noi o sono condivise solo da gruppi di noi. Tutto normale e comune al resto dell’universo e dell’umanità. Che poi non dovrebbe meravigliare più di tanto anche la presenza di un’anima in noi, visto che alcuni hanno da molto tempo ipotizzato e detto l’essere Dio presente in tutte le cose del creato, promuovendo una visione panteistica che, naturalmente, non può avere figli e figliastri, preferenze e discriminazioni, eccezioni e privilegi, quindi non può limitarsi ad una scala di grandezze superiore alla mia, alle piante, alle pietre e ai mattoni per esempio, ma anzi, democraticamente, deve estendersi a scale imparentate con la mia e anche inferiori, ai leptoni e ai quark, alle particelle mediatrici delle forze fondamentali e al bosone di Higgs, non a caso etichettato con l’appellativo di particella di Dio. Tutto torna, ovviamente. È chiaro tuttavia che i desideri, le speranze, i sogni e le utopie sono commisurate alle circostanze e ai tempi in cui ci si trova ad esistere, a vivere. Per un uccello libero una grande aspirazione può essere un verme cicciottello, ma per un uccello in gabbia, pur nutrito e coccolato, il sogno è la libertà, ammesso che non si trovi così bene da desiderare invece semplicemente una gabbia più grande o un mangime più saporito. E se per Cesare l’ambizione era conquistare la Gallia, per conseguire fama, fortuna e la fedeltà delle sue legioni, presupposto per i suoi sogni di potere, forse per un suo legionario l’aspirazione era ritornare presto a Roma per restarsene con i piedi a bagno alle terme pubbliche o almeno in una tinozza di acqua calda. Dipende inoltre dal carattere. Per caratteri volitivi, ambiziosi e dinamici sono le utopie a prevalere, mentre per caratteri accidiosi e ignavi sono le comodità e il quieto vivere a permeare i sogni.

(…)

Il racconto è integralmente incluso nel libro IBRIDIZZAZIONI, pubblicato a settembre 2019.

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