Un’ombra che cammina

Nuova edizione

Questa nuova edizione del romanzo arriva a cinque anni di distanza dalla prima. Ovviamente, resta immutato l’obiettivo di presentare un percorso di evoluzione che “vuole essere, nel suo piccolo, piccolissimo intento, un romanzo di crescita.” È la storia di un gruppo di ragazzi che crescono, che si impegnano, che sbagliano, che imparano o sono costretti a diventare adulti. Ci sono l’amicizia, il primo amore e il dolore. Ci sono la leggerezza e la violenza, che possono convivere in un mondo di adolescenti. Il contesto è quello della scuola, in una realtà romana, in una collocazione temporale che è la fine degli anni ottanta del secolo scorso. Questo è il romanzo “Un’ombra che cammina”.
Però, accingendomi ad una rivisitazione editoriale, non ho potuto evitare di riflettere sulla visione della scuola che ne emerge, che trasmette. Una scuola che è un luogo di relazione, di progetto, di crescita e di speranza. Una scuola che sembra funzionare, in cui i professori sono presenti, si preoccupano, cercano di fare la differenza. Una scuola in cui i ragazzi in fondo rispondono, si impegnano, crescono. Il romanzo riflette il professore che ero diventato, entrato a scuola con entusiasmo, con fiducia, con la convinzione che insieme, studenti e professori, si poteva costruire conoscenze, abilità e competenze, i tre pilastri declinati dal modello didattico della scuola odierna. In parte è stato così.
Ma ho anche progressivamente toccato la realtà di un sistema in affanno, addirittura in declino, la cui consapevolezza ha in parte accelerato la decisione di anticipare il pensionamento. Pochi mesi dopo ho pubblicato un racconto dal titolo “Il crepuscolo degli dei”, che riflette la frustrazione, una visione della scuola ben diversa. Una scuola che è un luogo di indifferenza, un luogo di superficialità, un luogo di appiattimento verso il basso, dove il merito è irrilevante, l’impegno spesso frustrato, la furbizia e l’arte di arrangiarsi hanno vita facile, un luogo di rassegnazione.
Ho quindi deciso di integrare il racconto nella nuova edizione del romanzo, come appendice. Un modo forse per bilanciare una rappresentazione edulcorata della scuola che qualcuno, più realista, potrebbe rimproverare al romanzo. Ma probabilmente, invertendo il percorso temporale delle due pubblicazioni, anche un modo per ridare a me stesso e ai lettori una speranza, che al crepuscolo e alla successiva notte subentri la luce.
Per concludere, come un gioco di collante tra il romanzo e il racconto, ho inserito una classificazione degli studenti protagonisti del romanzo all’interno di una griglia comportamentale presentata nel racconto. L’esito, nel suo insieme, conferma la speranza.

Il libro è ordinabile su Amazon: Un’ombra che cammina

“Un’ombra che cammina” è un romanzo. Il mio primo romanzo, dopo alcuni libri di racconti.

Ho avuto occasione di dire che “Ho una predilezione per i racconti rispetto al romanzo. Ciò non significa che non ami i romanzi, ad uno dei quali sto anche lavorando, ma che credo il racconto consenta di focalizzare con efficacia un tema, un problema, un frammento di mondo, quindi più racconti permettano di scrutare un ampio spettro di situazioni e di emozioni. Il romanzo è invece più diluito, dilaga a macchia d’olio su un tema, lo sviscera magari nelle sue molteplici sfaccettature, ma limita la molteplicità della narrazione. Vedo il racconto come un lago piccolo e molto profondo, il romanzo come un mare esteso.”

Il romanzo ha come baricentro una scuola, luogo concettuale e fisico allo stesso tempo. Si tratta di un liceo romano, intorno al quale si dipanano le vicende dei protagonisti, tutti giovani, una classe di studenti dell’ultimo anno, l’anno dell’impegno per la maturità e dei sogni sul proprio futuro. La docente di italiano, nell’ambito di un’ora settimanale di attività integrative, decide di svolgere una esperienza di stimolo per abilità relazionali, comunicative e organizzative. Propone e impone di mettere in scena una rappresentazione teatrale, convinta che “Realizzare uno spettacolo teatrale non significa solo imparare a memoria una parte, salire sul palco e invitare padre, madre e fratelli ad applaudire. Significa ideare un progetto teatrale, impostarlo, pianificarlo, attuarlo, completarlo e valutarlo. Significa individuare e gestire le risorse, programmare i tempi, i luoghi e le azioni, stilare i sottoprogetti operativi per ognuna delle competenze previste, dalla regia, alla scenografia, ai costumi, al trucco, alla fotografia, alle luci e alle musiche. Significa impostare e gestire il budget, occuparsi del marketing e della comunicazione.” Le perplessità fra gli studenti inizialmente non mancano, ma poi l’interesse e il coinvolgimento diventano progressivamente totali. Parallelamente, un gruppo di cinque studenti del liceo, tifosi romanisti, compie una bravata ai danni di una scuola calcio frequentata da tifosi laziali. Ne nasce una serie di reciproche ritorsioni, in una spirale di crescente intensità che nel tifo calcistico ha solo un alibi. Intorno a questi eventi si creano occasioni di incontro e di collaborazione, che contribuiscono a unire gli studenti, a cementare legami preesistenti e a crearne di nuovi, si intrecciano le storie dei singoli ragazzi, storie di ingenuità, amore, amicizia e solidarietà. Storie di crescita e di maturazione, come tutte quelle che segnano i passaggi della vita, che in fondo, per dirla con Shakespeare, è solo un’ombra che cammina.

Copertina

Il libro è ordinabile su Amazon: Un’ombra che cammina

Estratto dai TG Canale 10 del 3 marzo e del 4 marzo 2021

E’ disponibile anche la versione in inglese del romanzo: “A walking shadow”

Anche per coloro che amano leggere solo in inglese non ci sono quindi più scuse!

Solo una piccola variante, la copertina, in omaggio alla Vergine Annunziata di Antonello da Messina.

Il libro è disponibile su Amazon: A walking shadow