L’esecuzione

Il racconto è una riflessione sulla democrazia e sui suoi principi. Su quanto cedere sui principi, anche in modo all’apparenza minimale e irrilevante, sia logorante e pericoloso per la stessa democrazia. Sull’importanza dell’essere vigili e partecipi. Nella foto una delle finte esecuzioni, usate come mezzo di tortura psicologica, alle quali fu sottoposto Georges Blind, membro della resistenza francese, prima di essere realmente ucciso dai tedeschi nel 1944 (Wikipedia).

Tu sicuramente penserai che di fronte alla morte uno ripercorra in pochi istanti le vicende principali della propria vita. È normale. Lo pensavo anch’io. Ci hanno sempre detto che è così. Vedendomi quindi in piedi contro il muro, in evidente risalto rispetto al bianco della parete, volutamente intento a guardare davanti a me evitando di incrociare il tuo sguardo, immagini che io stia pensando alla mia vita, alla nostra vita. Immagini che io stia pensando a tutti i nostri cari, morti e vivi. Certo, ho ben presente nella mia mente ogni momento vissuto con voi e con loro, ogni pensiero rivolto durante le mie assenze, ogni riferimento fatto parlando con altri, ogni preghiera detta. La mia vita non è stata in fondo tanto male, serenità, gioie, dolori, soddisfazioni, sconfitte, ambizioni, delusioni, piaceri e amarezze. Una vita. Certo, non avrei mai immaginato finisse così, d’altra parte chi avrebbe potuto prevederlo fino a non molto tempo fa. Eppure, in questo momento, certamente non previsto, temuto inizialmente ma poi accettato come inevitabile e tutto sommato irrilevante, forzo il mio pensiero a non soffermarmi sulla mia e sulla nostra vita, nella convinzione di congelarla così come è stata e come per sempre sarà, senza il segno di questo increscioso epilogo. Mi concentro invece sui quattro uomini che ho davanti, a non più di cinque/sei metri, i tre allineati con i mitra spianati, puntati verso di me, ed il quarto che pare il loro capo, distaccato, le mani lungo i fianchi. Guardo il loro viso e i loro occhi, ad uno ad uno, cercando di vedere le loro vite.

(…)

Il racconto è integralmente incluso nel libro IBRIDIZZAZIONI, pubblicato a settembre 2019.

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