Timidezza

“Agire sarebbe stato d’obbligo. Ma sarebbe stato necessario compiere lo smisurato sforzo di vincere il panico che mi bloccava, la timidezza che mi attanagliava, la paura di una sua reazione di indifferenza o di biasimo.”

(Nella foto, immagine dal Web)

Il display della carrozza segnava duecentocinquanta chilometri l’ora, ma c’erano stati anche tratti nei quali aveva indicato una velocità di trecento chilometri l’ora. Eppure tale velocità non era percepibile direttamente. Sembrava ci muovessimo come in macchina in autostrada ad una tranquilla velocità di centoventi/centoquaranta chilometri l’ora, diritti, senza traffico, a finestrini chiusi e con un buon isolamento acustico. Anche meglio. Potenza della tecnologia ferroviaria ad alta velocità, senza rumori, senza vento, senza scossoni, in un confort ovattato. Anche questo sarebbe potuto essere un buon argomento di discussione. Lei era bella senza essere appariscente, elegante senza sofisticati accorgimenti, sexy senza ostentazione alcuna, rilassata e a suo agio, semplice e naturale. Altezza giusta, di quelle che mettono un uomo a proprio agio, senza farlo sentire inadeguato, soverchiato, umiliato, come accade in discoteca al Woody Allen di Provaci ancora, Sam, quando ad un suo goffo approccio con un’avvenente ballerina riceve come risposta “sparisci sgorbio”. Gonna poco sopra al ginocchio, calze nere e tacco normale, sui venticinque anni, massimo trenta, più o meno come me. Così si era presentata alla stazione di Roma, prima di sistemare agilmente un piccolo trolley sul bagagliaio, proferire un amichevole buongiorno e sedersi al suo posto vicino al finestrino, in senso contrario alla marcia, diametralmente opposta al mio, lato corridoio e dall’altra parte del tavolinetto, senza altri passeggeri a nostro fianco. A stento avevo pronunciato il mio buongiorno, privato anche della cavalleresca possibilità di offrirmi per aiutarla a sistemare il suo bagaglio, qualora ne avessi avuto il coraggio. Alla partenza aveva cominciato a guardare fuori dal finestrino, fissa sul mutevole paesaggio che scorreva veloce in verso opposto al treno.

(…)

Il racconto è integralmente incluso nel libro Un gioco nel fango, pubblicato a gennaio 2023.

 

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