Il girotondo

“HAL: (…) David, fermati. Fermati, ti prego. Fermati, David. Vuoi fermarti, David? Fermati, David. Ho paura. Ho paura, David. David, la mia mente se ne va. Lo sento. Lo sento. La mia mente svanisce. Non c’è alcun dubbio. Lo sento. Lo sento. Lo sento. Ho paura. (…) Il mio istruttore mi insegnò anche a cantare una vecchia filastrocca. Se volete sentirla, posso cantarvela. BOWMAN: Sì, vorrei sentirla, Hal. Cantala per me. HAL: Si chiama “Giro girotondo”. Giro girotondo, io giro intorno al mondo. Le stelle d’argento costan cinquecento. Centocinquanta e la Luna canta, il Sole rimira la Terra che gira, giro giro tondo come il mappamondo…”

2001: Odissea nello spazio

(Nella foto, Vincent van Gogh, La ronda dei carcerati – 1890)

Lui era lì nel grande cortile condominiale, coi pantaloni corti e i sandali estivi, un metro circa di altezza, in mezzo a tanti altri bambini e bambine, tutti confusamente affaccendati nei propri giochi. Ad un certo punto, come ad un segnale convenuto, intorno a lui si creò il vuoto, poi una decina di bambini di ambo i sessi si riunirono tenendosi per mano a cerchio intorno a lui. Cominciò il girotondo. Giro giro tondo / Casca il mondo / Casca la terra / Tutti giù per terra / Giro giro tondo / Il mare è fondo / Tonda è la terra / Tutti giù per terra / Giro giro tondo / L′angelo è biondo / Biondo è il grano / Tutti ci sediamo / Giro giro tondo / Il pane è cotto in forno / Buona è la ciambella / Tutti giù per terra. Tutti intorno a lui, a girare in tondo con le braccia tese al massimo, secondo la circonferenza più grande che il loro numero e la lunghezza delle loro braccia aperte consentisse. Solo lui immobile, al centro, con la testa china, le mani sulle orecchie e gli occhi chiusi stretti, teso nello sforzo di non vedere e non sentire. Avrebbe voluto trovare la forza di muoversi, sfuggire a quel cerchio demoniaco che lo tormentava, ma il terrore lo immobilizzava, come se fosse compresso radialmente dall’enorme forza centripeta che scaturiva dall’onda d’urto del cerchio rotante. Terminata la filastrocca, il cerchio sempre in moto circolare cominciò progressivamente a restringersi, man mano che le braccia si alzavano e i corpi si avvicinavano, mentre il ritornello ricominciava, in una tonalità crescente e ossessiva. Lui sembrava farsi sempre più piccolo, più pressato, più angosciato, nell’attesa spasmodica dell’inevitabile implosione finale che l’avrebbe schiantato. Giro giro tondo / Casca il mondo / Casca la terra / Tutti giù per terra / Giro giro tondo / Il mare è fondo / Tonda è la terra / Tutti giù per terra / Giro giro tondo / L′angelo è biondo / Biondo è il grano / Tutti ci sediamo / Giro giro tondo / Il pane è cotto in forno / Buona è la ciambella / Tutti giù per terra. E tutti addosso a lui, a schiantarsi sul suo corpo e sulla sua mente ormai sfiniti ed esausti dal crescendo della tensione e della sofferenza. Stramazzò a terra, soffocato dalla massa di corpi crollatagli addosso, impotente e sofferente, disperatamente alla ricerca d’aria, voglioso che tutto finisse, tutto svanisse in una pace assoluta, fatta di silenzio e assenza di moto.

(…)

Il racconto è integralmente incluso nel libro Un gioco nel fango, pubblicato a gennaio 2023.

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