Le dinamiche relazionali funzionali alla gestione della classe analizzate nell’ambito del paradigma della negoziazione

Premessa

Le dinamiche relazionali interne alla classe sono molteplici.  L’articolo che segue è una riflessione, anche sulla scorta di precedenti esperienze professionali, su se ed in quale misura le dinamiche relazionali e le abilità funzionali alla gestione della classe possano essere analizzate nell’ambito del paradigma della negoziazione. Un approccio ed una strategia di gestione situazionale, di contesti “conflittuali”, comunemente resa operativa in una molteplicità di ambiti professionali e comunicativi, ma che sembra condividano sostanzialmente i tratti essenziali del contesto classe come luogo di negoziazione tra insegnamento e apprendimento, tra insegnante e gruppo studenti (fino a coinvolgere team docenti e genitori). Una pur sommaria ricerca documentale su internet ha confortato sull’esistenza di studi ed esperienze su un approccio interpretativo e operativo in linea con questa riflessione. In particolare, si può far riferimento ai lavori della Dott.ssa L. Valle “Il contesto classe come luogo di negoziazione tra insegnamento e apprendimento” e del Dott. V. Venuti “La relazione come strumento di negoziazione nel contesto classe e tra docenti”.

La negoziazione

Può essere opportuno richiamare alcuni temi specifici dell’approccio negoziale alla gestione del conflitto. Una delle tante definizioni possibili della negoziazione è la seguente: “La negoziazione è la capacità di gestire rapporti di scambio orientati al raggiungimento di un obiettivo (realizzazione di un progetto, soluzione di un problema, ricerca di un accordo, ecc.). Si tratta cioè di una attività tendente ad aggregare consensi piuttosto che a stimolare dissensi.” (C. Costantini, R. Carso – “Negoziazione”, Franco Angeli, 1993). L’approccio contrattualistico e mercantile, pur intrinseco ed originario nel contesto della negoziazione, non esaurisce certamente l’ambito di applicazione, che anzi si estende proprio in considerazione della molteplicità di letture che le situazioni intrinsecamente conflittuali rendono necessarie. “La negoziazione è soprattutto un’attività relazionale e può assumere tutti gli aspetti delle relazioni: può essere economica, psicologica, esplicita o tacita, individuale o di gruppo, competitiva o collaborativa.” (C. Costantini, R. Carso).

Il modello operativo del paradigma negoziale in estrema sintesi si concentra su alcuni concetti chiave:

  • La negoziazione è una capacità che integra preferenze/atteggiamenti/stili istintivi e conoscenze tecniche che possono essere acquisite, raffinate e tramutate in abilità operative. La consapevolezza del proprio stile di approccio caratteriale nella gestione delle relazioni interpersonali e conflittuali è un prerequisito fondamentale. L’approccio al conflitto, secondo il modello di Thomas-Kilmann, oscilla (con un range di posizioni intermedie) tra due dimensioni principali: assertività (la misura in cui una persona cerca di far valere le proprie opinioni) e la cooperazione (la misura in cui la persona cerca di soddisfare gli interessi della controparte).
  • La specifica situazione oggetto del processo negoziale va analizzata secondo la sua connotazione oggettiva, indipendentemente dai soggetti che ne sono attori. Fondamentalmente, una situazione negoziale può essere prevalentemente competitiva o collaborativa. Nel primo caso, situazione competitiva ed il cui esito è inevitabilmente del tipo win-lose, le caratteristiche specifiche sono: prevalenza dell’obiettivo immediato, pochi elementi negoziabili, non conta la relazione, è in gioco l’affermazione del proprio potere da parte delle controparti, il tempo a disposizione è poco. Nel secondo caso, situazione collaborativa ed il cui esito è ad alta probabilità del tipo win-win, le caratteristiche specifiche sono: l’obiettivo immediato è secondario, molti elementi negoziabili, relazione continuativa, il tempo a disposizione è elevato.
  • Dalla consapevolezza del proprio stile e dall’analisi della situazione da affrontare (il cui esito negoziale è inevitabilmente del tipo win-lose o win-win) derivano dei principi e strategie operative da utilizzare, che si riflettono in stili da utilizzare (istintivi o acquisiti). La Tab. A (C. Costantini, R. Carso) schematizza il processo. Nella Tab. B (C. Costantini, R. Carso) si è focalizzato il processo nel caso specifico (evidentemente più interessante) di una situazione prevalentemente collaborativa, il cui esito probabile ed auspicato è del tipo win-win.

Negoziazione 1

La gestione della classe nell’ambito del paradigma negoziale

Risulta a questo punto maggiormente evidente come il paradigma negoziale sia direttamente applicabile alla gestione della classe, vista come specifica situazione negoziale tra insegnante e gruppo di studenti (e tra insegnante e singoli studenti). Ne deriva la possibilità di trasportare i concetti chiave e le strategie operative di un modello di successo in un contesto, insegnante-classe, complesso, articolato e spesso problematico, fornendo un aiuto prezioso all’insegnante.

Due autorevoli conferme. “Comunemente, si definisce negoziazione l’interazione verbale che ha come scopo di raggiungere un accordo tra due parti divise da interessi contrastanti e non immediatamente omogenei. La definizione è apprezzabile e certamente apre ad attente riflessioni su quanto possa incidere nel rapporto insegnamento-apprendimento, docente-allievo, nel quale la via prevalente, di tipo relazionale, trova la propria ragione d’essere proprio nello scambio.” (V. Venuti). “(…) della classe; essa costituisce, infatti, un vero e proprio laboratorio dove si negoziano le condizioni attraverso le quali può avere successo oppure fallire la costruzione della conoscenza.” (L. Valle).

Un tentativo di mapping tra il modello negoziale sommariamente delineato e il contesto insegnante-classe può essere delineato alla luce della consapevolezza fondamentale che la situazione negoziale è e deve essere collaborativa, dove l’esito negoziale non può che essere win-win (successo formativo, motivazione all’apprendimento, rispetto delle regole, autostima e autorealizzazione, inclusione, clima sereno e positivo, ecc.).

Gli stili (istintivi o acquisiti) dell’insegnante, di cui l’insegnante deve avere consapevolezza, devono evidentemente orientarsi prevalentemente alla situazione collaborativa. La collaborazione comporta l’imperativo di lavorare insieme alla classe utilizzando principi e strategie operative per ricercare soluzioni che soddisfino gli interessi di entrambi, esplorare il disaccordo, approfondire la conoscenza reciproca, chiarire le divergenze, confrontarsi, evitare dimostrazioni di forza e autoritarismi. Gli stili da utilizzare sono:

  • Ascolto attivo (seguire e comprendere il discorso dell’altro dal suo punto di vista, immedesimarsi in ciò che prova l’altro, concentrarsi sui segnali deboli);
  • Parafrasare (utile per testare la comprensione di ciò che l’altra persona ha espresso, stabilire un contatto, manifestare incoraggiamento e rassicurazione);
  • Domande aperte (mirate a esplorare, chiarire, sviscerare problemi e conflitti);
  • Condividere sensazioni (ricavare emozioni, generare fiducia, empatia e accettazione).

Far emergere le necessità nascoste, le necessità/bisogni dietro le ragioni superficiali del conflitto, consente di individuare una molteplicità di elementi negoziabili non immediatamente evidenti e di individuare soluzioni creative ai problemi, al conflitto.

Acquisire e raffinare la capacità di negoziare è fondamentale per gestire in modo adeguato importanti momenti di vita collettiva di una organizzazione, quindi l’abilità negoziale dovrebbe essere uno degli strumenti sempre disponibili nella cassetta degli attrezzi di un insegnante.

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